Gli strumenti antichi della limnologia: Crypta Baldi e museo virtuale

panoramica

L'ottocentesca villa De Marchi, sede dell'Istituto italiano di Idrobiologia dal 1938, anno della sua fondazione, ospita in un angolo remoto del suo giardino una antica ghiacciaia. Questo cripta sotterranea e nascosta è un ipogeo artificiale che, nel XIX secolo, aveva la funzione di ambiente per la conservazione del cibo. In esso in inverno veniva accumulata la neve che lì rimaneva fino ai mesi estivi, permettendo così di mantenere al freddo gli alimenti riposti nella ghiacciaia. Questo uso fu abbandonato già nel secolo scorso con l'avvento dei più pratici ed efficienti frigoriferi elettrici. La ghiacciaia abbandonata si ridusse così a deposito di spazzatura e macerie. Negli anni '90 l'ambiente fu ripulito e parzialmente risistemato ma nel ventennio successivo fu utilizzato soltanto come deposito. Recentemente, però, questa cripta ha trovato una nuova funzione. Dopo un restauro è, infatti, divenuta un piccolissimo museo ove conservare gli strumenti antichi della limnologia, prima dispersi nei solai e nelle cantine dell'Idrobiologico, per usare il nome che i verbanesi da sempre danno all'istituto che ha sede in villa De Marchi. Qui dilettanti prima e professionisti poi, dalla fondazione dell'Istituto italiano di Idrobiologia alla sua trasformazione in Istituto per lo Studio degli Ecosistemi, hanno studiato la scienza dei laghi, cioè la limnologia, per un secolo.

ingresso    targa

Per salvare dall'abbandono e dalla dimenticanza gli antichi strumenti della limnologia che si sono andati accumulando in un secolo di attività di ricerca, l'attuale direttore Marina Manca, consapevole dell'importanza della storia dell'istituto, ha consentito di raccoglierli nella ghiacciaia. Questo ambiente è stato dedicato ad Edgardo Baldi, primo direttore dell'istituto, che nei periodi difficili della guerra e del dopoguerra fu capace di dotare l’ente di strumenti indispensabili per la ricerca limnologica e per la sua divulgazione. Il piccolo museo ha preso il nome di "Crypta Baldi" per assonanza con il nome di un celebre monumento del centro storico di Roma, la Crypta Balbi. Questo è un vasto portico annesso a un teatro eretto nel 13 a.C. da Lucio Cornelio Balbo. Il recupero di oltre cento strumenti ed apparecchi e l'allestimento del museo sono stati curati da Roberto Bertoni, che ha anche descritto e documentato fotograficamente tali strumenti in un museo virtuale cartaceo, un libro intitolato "Solai e cantine dell’Idrobiologico a Pallanza. Gli antichi strumenti della scienza dei laghi", pubblicato nella collana Studi della casa editrice Tararà di Verbania (www.tarara.it/libro.php?id=121)

corridoio    interno

Recentemente al museo virtuale cartaceo se n'è aggiunto uno virtuale online, progettato e gestito da Roberto Bertoni, accessibile all'indirizzo (www.silitaly.it/crypta/).